Paola Gallo

Paola Gallo
10 Ottobre 2017 admin

Devo a una docenza di Béatrice Ferrari di ormai diversi anni fa la passione per il naming, che da allora ho coltivato fino a farne una parte del mio lavoro di copywriter. Da addetta ai lavori, posso dire che quel che più mi piace del Naming Day è il fatto di confrontarsi finalmente alla pari con quelli che normalmente sono gli interlocutori dell’agenzia e condividere con loro, cioè i clienti, l’entusiasmo e la sfida del nome giusto. Trovo che quella del naming sia un’attività – un arte? – particolarmente divertente perché richiede da un lato massima creatività e fantasia e dall’altro estrema professionalità e freddezza, soprattutto sull’aspetto legale. E questa “schizofrenia” viene perfettamente trattata, anzi vissuta, anche nel corso Naming Day.
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